Violenza digitale nelle relazioni

Se l’autore del reato conosce personalmente la vittima, le dinamiche sono diverse rispetto a quelle che si verificano con autori sconosciuti. Le misure che riguardano puramente la tecnologia spesso non sono quindi sufficienti perché, nel peggiore dei casi, aggravano la situazione e mettono in pericolo la persona coinvolta.

È importante valutare prima la situazione

La violenza digitale nelle relazioni è prima di tutto una questione incentrata sulle dinamiche nei rapporti personali e non sugli strumenti tecnologici. Provvedimenti a livello tecnologico presi senza riflettere possono rendere la situazione più pericolosa, ad esempio quando l’autore del reato si accorge di essere stato scoperto.

Pertanto, si raccomanda in primo luogo, di contattare un consultorio e di chiarire insieme quali siano le misure più sicure da adottare. Questo è importante anche per la raccolta delle prove: è infatti consigliabile effettuare screenshot e conservare i contenuti rilevanti prima che i collegamenti vengano interrotti o i contenuti cancellati. In caso di necessità, contattare i seguenti numeri di emergenza:

  • Polizia, 117: in caso di pericolo imminente o situazioni di pericolo
  • Ambulanza, 144 in caso di emergenza medica
  • Aiuto alle vittime di violenza, 142: per le vittime di violenza, in tutta la Svizzera 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (gratuito, anonimo)
  • Telefono amico, 143

Le case protette per donne offrono consulenza telefonica e informazioni; molte sono raggiungibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sono disponibili per qualsiasi questione di natura personale, legale, sanitaria e finanziaria. Anche Offre sostegno anche online: opferhilfe-schweiz.ch/it

Opferhilfe Schweiz

L’associazione Tech against Violence mette a disposizione una breve pagina informativa sul tema della violenza digitale nelle relazioni per le persone coinvolte su #withyou, nonché un portale dedicato agli operatori dei consultori in Svizzera.

Geolocalizzazione e sorveglianza

La geolocalizzazione, ovvero il monitoraggio della posizione, è una delle forme più comuni di violenza digitale nelle relazioni. Chi esercita questo tipo di controllo può utilizzare diversi strumenti tecnologici, come dispositivi, account o tracker, per monitorare segretamente gli spostamenti e le attività della vittima, spesso senza aver bisogno di particolari competenze tecniche. Molti di questi strumenti, infatti, fanno ormai parte della vita quotidiana e possono quindi passare inosservati per molto tempo.

La situazione è particolarmente difficile dopo una separazione: il monitoraggio può protrarsi nel tempo e spesso non è chiaro su quali dispositivi o tramite quali account continui ad essere esercitato il controllo. Se una donna si rifugia in una casa protetta per donne, la sua ubicazione potrebbe così essere resa pubblica o scoperta. Questo mette a rischio non solo lei, ma anche tutte le donne che vi risiedono e i loro figli.

Account collegati (cloud, app)

Spesso non vengono utilizzate tecnologie di sorveglianza complesse, ma sono sufficienti le modalità di accesso quotidiane come password, account o dispositivi condivisi o app per la famiglia come «Dov’è» (Apple) o Google Family Link. Proprio perché questi strumenti sembrano innocui e spesso vengono installati già durante la relazione, il controllo passa inosservato per molto tempo.

Social media

Che si tratti di dati di localizzazione nascosti nelle foto, della condivisione della posizione in tempo reale o di sfondi riconoscibili nelle storie, i social media rivelano più informazioni sulla posizione di una persona di quanto molti credano. Anche i bambini sono a rischio: attraverso profili pubblici o foto che riportano indicazioni riconoscibili sulla posizione, è possibile individuare il luogo in cui si trovano.

Tracker

Che si tratti di localizzatori GPS in auto, nei bagagli o nascosti in oggetti, piccoli tracker Bluetooth come gli AirTag in una borsa o app di localizzazione sul cellulare i localizzatori fisici consentono di monitorare la posizione di una persona senza dare nell’occhio e in tempo reale. Anche i bambini ne sono vittime: basta un localizzatore nascosto nello zaino o nei vestiti affinché sia possibile seguire tutti i loro spostamenti.

Stalkerware

Lo stalkerware (noto anche come spyware o spouseware) è un software che viene installato di nascosto sul dispositivo di un’altra persona, che consente l’accesso a messaggi, chiamate, e-mail, foto e posizione, e in alcuni casi anche alla fotocamera e al microfono. Di solito non compare nel menu delle app, rimanendo così invisibile. Per poter installare il software, l’autore del reato deve semplicemente avere accesso al codice del dispositivo per circa 30 minuti.

Dispositivi smart home

Smart speaker (altoparlanti intelligenti), robot aspirapolvere, serrature intelligenti o baby monitor: i campi di applicazione sono molteplici e il rischio di abuso è elevato. Tali dispositivi possono essere utilizzati per sorvegliare, controllare ed esercitare pressione su qualcuno, soprattutto nel contesto della violenza nelle relazioni di coppia, anche dopo la separazione. Individuare questi abusi spesso è difficile, poiché questi dispositivi vengono utilizzati quotidianamente. Per proteggersi, è importante verificare gli account e le app collegati ai dispositivi. Tuttavia, in situazioni di violenza, la priorità è chiedere aiuto.

⚠ Avviso sui rischi: disconnettere dispositivi, account e app potrebbe mettere in allerta l’autore del reato. È consigliabile rivolgersi a un ente di consulenza prima di adottare provvedimenti a livello tecnologico, anche per quanto riguarda la conservazione delle prove.

Ripercussioni sulle persone coinvolte

Le conseguenze per le persone coinvolte sono reali e spesso gravi, e possono includere:

  • Disturbi d’ansia e del sonno
  • Depressione
  • Stato di stanchezza cronica
  • Attacchi di panico e stress estremo
  • Isolamento sociale

Molte delle persone coinvolte vivono in uno stato di tensione costante e non riescono a pensare ad altro. Ciononostante, spesso è difficile comprendere quanto la minaccia sia concreta e quanto possa gravare su chi la subisce. Non è raro, inoltre, che si verifichi un ribaltamento dei ruoli tra vittima e autore della violenza, attribuendo alla vittima una parte di responsabilità per quanto accaduto. Domande come «Perché hai pubblicato questa foto online?» o «Perché hai condiviso la tua password?» sono molto comuni. Ma è importante ricordare che È però importante ricordare che la colpa è sempre di chi commette l’atto di violenza, mai della vittima.

Quadro giuridico in Svizzera

La norma penale più importante è l’art. 181b CP che disciplina i reati di stalking (in vigore dall'1.1.2026). Altri reati possibili:

  • Accesso indebito a un sistema per l’elaborazione di dati (art. 143bis CP)
  • Sottrazione di dati personali (art. 179novies CP)
  • Violazione di segreti privati (art. 179 CP)
  • Ascolto e registrazione di conversazioni estranee (art. 179bis CP)
  • Registrazione clandestina di conversazioni (art. 179ter CP)
  • Violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d’immagini (art. 179quater CP)
  • Abuso di impianti di telecomunicazione (art. 179septies CP)
  • Acquisizione illecita di dati (art. 143 CP)
  • Coazione (art. 181 CP)
  • Lesioni personali gravi o lievi (artt. 122 - 123 CP)

Il presente elenco si basa su reati penali. A integrazione di ciò, occorre sempre tenere in considerazione anche le misure di tutela previste dal diritto civile, ad esempio la tutela della persona ai sensi dell’art. 28b del Codice civile svizzero (CC) o le misure di protezione contro la violenza e l’allontanamento dall’abitazione comune.

Strumenti importanti

Sia iPhone che Android offrono funzioni di sicurezza integrate. Tuttavia, prima di interrompere i collegamenti è sempre opportuno discuterne con i professionisti di consultorio.

  • Safety Check di Apple (Impostazioni › Privacy e sicurezza): consente di verificare e reimpostare velocemente chi ha accesso alla posizione, agli account e ai dati condivisi.
  • Account Google: tramite il controllo di sicurezza è possibile verificare quali dispositivi e app hanno accesso.
  • AirGuard: per proteggersi dai localizzatori Bluetooth indesiderati è utile l’app gratuita che analizza l’ambiente circostante alla ricerca di localizzatori trasportati inconsapevolmente, come gli AirTag, e avvisa se un dispositivo estraneo segue i propri spostamenti.
  • Igiene digitale: password complesse e personalizzate, autenticazione a due fattori attivata, aggiornamenti regolari del sistema, verifica delle autorizzazioni relative alla posizione e alle app, disinstallazione di app sconosciute e un’attenzione consapevole ai dispositivi e agli account collegati tra loro. Sono tutte misure utili per una maggiore sicurezza.

Molestia

Per molestia digitale, ovvero il contatto indesiderato e ripetuto (noto anche come stalking o cyberstalking), si intende l’invio massivo di messaggi, anche dopo che il contatto è stato interrotto. Ciò può avvenire contemporaneamente tramite SMS, WhatsApp, Telegram, messaggi privati su Instagram o altre piattaforme social, via e-mail o tramite telefonate.

Anche i commenti pubblici sotto i post sui social media o i tag possono far parte di questa strategia. Inoltre, le molestie possono essere rivolte anche alla cerchia di conoscenti della persona coinvolta.

Il confine tra molestie digitali e fisiche è spesso labile: i contatti digitali sono spesso accompagnati da atti di stalking nella vita reale, ad esempio quando la persona coinvolta viene avvicinata davanti alla propria abitazione o sul posto di lavoro.

Le persone coinvolte possono richiedere al tribunale misure di tutela, ad esempio un divieto di contatto o di avvicinamento.

Ripercussioni sulle persone coinvolte

L’invio massivo di messaggi e telefonate è estremamente opprimente per le persone coinvolte, perché genera tensione, ansia e la sensazione di non riuscire mai a trovare davvero pace. La situazione diventa particolarmente difficile quando non è possibile prendere del tutto le distanze, ad esempio per chi ha figli in comune con l’autore del reato, con cui deve spesso accordarsi per l’affidamento dei figli. In questi casi non è possibile cambiare semplicemente il numero di telefono o i conti bancari senza perdere contatti importanti con la scuola, gli studi medici o la rete sociale.

Quadro giuridico in Svizzera

Possibili reati:

  • Atti persecutori (stalking) (art. 181b CP)
  • Delitti contro l’onore (art. 173 e segg. CP)
  • Diffamazione (art.173 CP)
  • Calunnia (art. 174 CP)
  • Ingiuria (art. 177 CP)
  • Registrazione clandestina di conversazioni (art. 179ter CP)
  • Minaccia (art. 180 CP)
  • Coazione (art. 181 CP)
  • Eventualmente anche discriminazione e incitamento all’odio (art. 261bis CP)

Provvedimenti fondamentali

  1. Chiedere aiuto presso un consultorio.
  2. Bloccare la persona su tutte le piattaforme e su tutti i dispositivi. Non rispondere ai messaggi, perché ogni risposta può costituire un pretesto per ulteriori contatti.
  3. Segnalare l’abuso alla piattaforma in questione, affinché i profili e i contenuti vengano verificati, e se necessario, rimossi.
  4. Documentare tutto con degli screenshot, indicando data, ora, piattaforma, URL e mittente, se visibili. L’archivio online Safe with-you può essere d’aiuto. Salvare le prove può rivelarsi importante in seguito, ad esempio per consegnarli alla polizia o come prove in tribunale.
  5. Coinvolgere il contesto sociale parlando con familiari e amici, per condividere il peso emotivo. Le persone coinvolte devono sapere che non sono sole ad affrontare questa situazione.

La violenza digitale nelle relazioni si manifesta anche sotto forma di messaggi denigratori, offensivi o pieni di odio tramite chat, commenti, messaggi vocali o sui social media. L’autore conosce bene la persona a cui si rivolge e sa quali parole feriscono di più. Spesso si tratta di critiche mirate all’aspetto fisico, alla personalità o al ruolo di genitore, di insulti ripetuti o di umiliazioni pubbliche davanti a conoscenti comuni. Non di rado, in questi casi, il confine tra offesa, minaccia e manipolazione è poco chiaro.

Ripercussioni sulle persone coinvolte

Tali attacchi mirano a compromettere sistematicamente l’autostima della persona coinvolta e a isolarla. Le umiliazioni continue spingono chi le subisce a dubitare di sé, mentre le minacce, come quella di diffondere foto intime o di portare via i figli, alimentano un clima di paura costante. Nel mondo digitale, questo tipo di messaggi può arrivare a qualsiasi ora del giorno e della notte, il che rende quasi impossibile trovare spazi sicuri in cui rifugiarsi. Molte persone coinvolte da questa situazione si chiudono in se stesse e non dicono nulla, e proprio questo silenzio finisce per aggravarne l’isolamento. Le conseguenze, come stati d’ansia, disturbi del sonno o depressione, possono essere gravi quanto quelle causate dalla violenza fisica.

Quadro giuridico in Svizzera

Possibili reati:

  • Delitti contro l’onore (art. 173 e segg. CP)
  • Diffamazione (art.173 CP)
  • Calunnia (art. 174 CP)
  • Ingiuria (art. 177 CP)
  • Coazione (art. 181 CP)
  • Minaccia (art. 180 CP)
  • Incitamento all’odio (art. 261bis CP)
  • Atti persecutori (stalking) (art. 181b CP)

Possibili provvedimenti

  • Conservare le prove e documentarle sistematicamente tramite screenshot di messaggi, commenti o profili, insieme all’URL, al nome dell’account o del profilo, nonché alla data e all’ora. È consigliabile salvare le prove anche su un supporto esterno (ad esempio su un cloud o su un dispositivo separato), in modo che non vadano perse.
  • Segnalare contenuti offensivi o minacciosi direttamente alla piattaforma interessata e, laddove possibile, bloccare la persona in questione. Molte piattaforme offrono a tal fine funzioni dedicate di segnalazione.
  • Chiedere aiuto per non affrontare la situazione da soli. Un consultorio specializzato può fornire sostegno sia dal punto giuridico che emotivo e aiutare a capire come procedere. Anche coinvolgere la propria cerchia sociale aiuta a condividere il peso della situazione e a non rimanere isolati.
  • Sporgere denuncia alla polizia: a seconda del contenuto, gli insulti, le minacce, la coazione o lo stalking possono costituire reato. È dunque importante sporgere denuncia. In questo contesto, le prove raccolte costituiscono una base fondamentale. Per ricevere una consulenza preliminare, può essere utile rivolgersi in anticipo a un consultorio specializzato o a un servizio di aiuto alle vittime.

Questa forma di violenza consiste nella realizzazione, diffusione o manipolazione non consensuale di immagini e video intimi o a carattere sessuale. Sono coinvolte sia immagini reali, ad esempio fotografie scattate di nascosto o in un momento di consenso, sia rappresentazioni generate artificialmente, come i deepfake, in cui il volto di una persona viene inserito in materiale sessualizzato, creando un risultato molto realistico. Grazie agli strumenti di intelligenza artificiale oggi disponibili gratuitamente, è possibile realizzare questo tipo di falsificazione in modo rapido e senza particolari conoscenze tecniche. Tutte queste forme di violenza hanno in comune il fatto che le immagini vengono utilizzate senza il consenso della persona ritratta, possono diffondersi rapidamente in rete e sono spesso difficili da rimuovere completamente.

Ripercussioni sulle persone coinvolte

L’abuso sessuale basato sulle immagini comporta per le vittime conseguenze gravi e spesso di lunga durata, come stati d’ansia, depressione e disturbi post-traumatici, accompagnati da un profondo senso di vergogna e da sensi di colpa, nei casi particolarmente gravi si può arrivare persino a pensieri suicidi. Poiché le immagini diffuse in passato possono riapparire in qualsiasi momento, la minaccia rimane costantemente presente, così come la sensazione di aver perso il controllo sul proprio corpo e sulla propria immagine. A ciò si aggiungono l’isolamento sociale, il danno alla reputazione e gli svantaggi professionali, che possono arrivare fino alla perdita del posto di lavoro.

Quadro giuridico in Svizzera

Possibili reati:

  • Usurpazione d’identità (art. 179decies CP)
  • Condivisione indebita di contenuti sessuali non pubblici (art. 197a CP)
  • Delitti contro l’onore (art. 173 e segg. CP)
  • Violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d’immagini (art. 179quater CP)
  • Sottrazione di dati personali (art. 179novies CP)
  • Coazione (art. 181 CP) o minaccia (art. 180 CP)
  • Nel caso di minori coinvolti: A seconda del contenuto, si applicano le norme penali volte a tutelare l’integrità sessuale.

Provvedimenti fondamentali

  1. L’abuso sessuale basato sulle immagini può avere un forte impatto sulla persona interessata, indipendentemente dal fatto che i contenuti siano reali o generati dall’intelligenza artificiale. È quindi importante che le persone coinvolte ricevano un sostegno professionale.
  2. Salvare i contenuti: l’accaduto dovrebbe essere documentato nel modo più dettagliato possibile. Attenzione ai contenuti a carattere sessuale che coinvolgono minori (il download è punibile).
  3. Non diffondere: non condividere né commentare i contenuti, poiché tali interazioni potrebbero aumentarne ulteriormente la visibilità e la diffusione.
  4. Segnalare i contenuti alle piattaforme il prima possibile tramite gli strumenti appositi della piattaforma in questione (ad esempio Instagram, TikTok, Facebook). Anche i motori di ricerca come Google offrono la possibilità di segnalare contenuti.
  5. Coinvolgere piattaforme specializzate e segnalare contenuti intimi o a carattere sessuale. Nel caso di minori coinvolti: clickandstop.ch, fedpol o takeitdown.ncmec.org. Per gli adulti: stopncii.org. Queste piattaforme aiutano a bloccare la diffusione delle immagini già nel momento in cui viene formulata la minaccia di pubblicarle. Attenzione ai contenuti a carattere sessuale che coinvolgono minori (il download è punibile).
  6. Chiamare la polizia segnalando i casi e sporgendo denuncia. Per questo è importante raccogliere prima delle prove.

Nuove modalità di controllo economico

Con la crescente diffusione delle tecnologie digitali, anche la violenza economica ha assunto nuove forme ed è possibile per l’autore del reato monitorare e controllare le finanze della persona interessata in modi finora sconosciuti e spesso occulti.

Tramite stalkerware o app finanziarie e bancarie condivise è possibile monitorare le spese e limitare l’accesso ai conti, con l’obiettivo di costringere la persona interessata alla dipendenza economica.

L’accesso online apre la strada a ulteriori possibilità di abuso. Ad esempio è piuttosto diffuso il controllo sulle prestazioni sociali e sui pagamenti digitali, dove il denaro viene intercettato per esercitare un controllo economico sulla persona coinvolta.

Ripercussioni sulle persone coinvoltee

Per le persone coinvolte ciò comporta una dipendenza economica che rende molto difficile allontanarsi dalla relazione: senza un reddito proprio o con debiti accumulati, spesso mancano i mezzi per procurarsi un alloggio proprio o intraprendere azioni legali. Questa dipendenza viene sfruttata in modo mirato per esercitare un controllo, a cui si aggiungono vergogna, stress e la sensazione di perdere il controllo sulla propria vita.

Quadro giuridico in Svizzera

Possibili reati:

  • Coazione (art. 181 CP)
  • Estorsione (art. 156 CP)
  • Appropriazione indebita (art. 138 CP)
  • Truffa (art. 146 CP)
  • Falsità in documenti (art. 251 CP)
  • Appropriazione semplice (art. 137 CP)
  • Usurpazione d’identità (art. 179decies CP)
  • Trascuranza degli obblighi di mantenimento (art. 217 CP)

Provvedimenti fondamentali

  1. Possedere un proprio conto personale per proteggersi al meglio contro la violenza economica. Il conto deve essere intestato esclusivamente a proprio nome.
  2. Attivare le notifiche sulle transazioni nell’online banking (alla voce «Notifiche» o «Messaggi di sicurezza») per monitorare in tempo reale le attività del conto.
  3. Controllare regolarmente gli estratti conto per individuare eventuali movimenti sconosciuti o sospetti.
  4. Contattare l’assistenza clienti della banca in caso di attività irregolari o sospette. Molte banche offrono assistenza specializzata e interlocutori sicuri per le vittime di violenza finanziaria.